Il territorio loverese, in prevalenza collinare e montano, si è prestato sin dall’antichità come favorevole alla funzione abitativa. La presenza di acqua, boschi e terreni fertili, in aggiunta al clima mite legato alla vicinanza del lago, ha permesso lo stanziamento e la successiva urbanizzazione del luogo. La roccia locale, denominata Dolomia rosata, si formò nel Triassico, circa 200 milioni di anni fa. Si tratta di un materiale resistente, utilizzato per la costruzione delle strutture medievali del paese. A monte dell’abitato, la presenza di una compagine gessosa determinò lo sfruttamento del terreno attraverso delle cave, attive sino a pochi decenni fa e ancora visibili.

In epoca mesolitica passarono da Lovere diversi nuclei di raccoglitori, popolazioni che probabilmente vi si stanziarono nei secoli successivi. Il primo insediamento protostorico di Lovere è il Castelliere, posto nella zona boschiva nord occidentale di Lovere, la cui posizione permetteva il controllo delle vie d’accesso alla Val Camonica. Durante l’età del ferro il territorio venne occupato dai Galli Insubri, ai quali, intorno al II sec. a.C., si inserirono i Romani. Purtroppo dell’antica struttura romana non vi è traccia, a causa dell’impronta fortemente medievale ancora caratterizzante il centro storico loverese. Scendendo dal colle di San Maurizio, dove oggi si trova il Convento dei Frati Cappuccini, si raggiungeva l’antico nucleo abitativo, all’altezza dell’odierna Chiesa di San Giorgio e di Piazza Vittorio Emanuele, sino a raggiungere la necropoli di via Martinoli (importanti reperti sono oggi conservati presso le collezioni del Castello Sforzesco di Milano).

In epoca medievale Lovere divenne attivo centro di scambi commerciali, ma anche luogo fortificato di importanza strategica, che si rafforzò con l’investitura della famiglia Celeri. Dopo la parentesi comunale, la podestaria di Lovere venne confermata sotto il controllo della Repubblica di Venezia. Il borgo si trasformò in centro manifatturiero e commerciale, sviluppando la produzione del panno di lana.

Il paese si ampliò e nel 1473 venne costruita la Chiesa di Santa Maria in Valvendra, vero e proprio gioiello architettonico.
Il XVI secolo, caratterizzato da guerre e carestie, mise la parola fine al periodo d’oro loverese.

Solo nel Settecento Lovere riuscì ad uscire dal clima di violenza e di incertezza dovuto al brigantaggio e attirò in villeggiatura nobili lombardi e stranieri. Tra questi Lady Mary Montague Wharton, moglie dell’ambasciatore inglese a Costantinopoli, che di Lovere si innamorò.

A seguito della dominazione napoleonica e austriaca, i loveresi parteciparono alla seconda guerra d’indipendenza e all’impresa di Garibaldi, che soggiornò nel paese la notte del 10 giugno 1859.
Nella seconda metà del XIX secolo Lovere si sviluppò nell’industria siderurgica e le vie di comunicazione vennero potenziate. Il primo battello a vapore venne inaugurato l’11 febbraio 1841.

Le vicende legate alle due guerre mondiali coinvolsero drammaticamente il paese, teatro di violenti scontri durante la Resistenza. Nel dopoguerra l’attività industriale e artigiana continuò a prosperare per decenni, sino agli anni Ottanta.

Oggi Lovere si reinventa, cercando di svilupparsi negli ambiti dei servizi e del turismo, come testimonia il progetto del Porto Turistico Cornasola, attrezzato complesso polivalente e le diverse iniziative presenti oggi sul territorio.